La figura di Enrico Paribeni è particolarmente legata all'arte classica
Enrico Paribeni nasce a Roma il 4 settembre 1911 da Roberto Paribeni, già Direttore generale delle antichità e delle belle arti, e da Francesca Cicconetti.
Dopo gli studi superiori si laurea presso la Facoltà di Lettere di Roma nel 1932, discutendo una tesi in archeologia. Alla laurea seguì un periodo di perfezionamento presso la Scuola Archeologica di Atene, allora diretta da Alessandro Della Seta, colui che il Paribeni considererà sempre come proprio maestro. Fu proprio durante questi anni che il Paribeni iniziò la formazione di un archivio di immagini relative a materiali archeologici.
Una successiva e importante permanenza in Grecia fu quella risalente agli anni 1941-1944 quando, richiamato alle armi, prestò servizio presso la legazione d’Italia ad Atene, e poi venne fatto prigioniero per non aver voluto aderire alla Repubblica Sociale. Egli ricordava spesso questo periodo della guerra, dichiarando che non poteva essere stato trattenuto in luogo migliore soprattutto per la vicinanza a siti, monumenti e reperti archeologici.
Ebbero un ruolo particolare anche i periodi trascorsi in Cirenaica: nel 1937 per la sistemazione del museo di Bengasi e per seguire gli scavi di Tolemaide e – venti anni più tardi – quando gli venne affidata la revisione dei materiali scavati dalle missioni archeologiche italiane.
Nell’anno accademico 1964-1965 Enrico Paribeni venne chiamato – anche grazie all’interessamento di Ranuccio Bianchi Bandinelli, suo predecessore nell’incarico – alla cattedra di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana dell’Università di Firenze; da allora egli rimase sempre particolarmente legato all’Ateneo fiorentino, da cui non si allontanò più, anche se ebbe l’opportunità tornare a Roma.
In seguito al pensionamento del 1986 continuò a lavorare alla sistemazione del suo archivio e a frequentare quotidianamente l’Istituto fiorentino, fino al momento della malattia che lo portò alla morte il 4 ottobre 1993 nella sua dimora di San Casciano Val di Pesa (Firenze).
Dopo gli studi superiori si laurea presso la Facoltà di Lettere di Roma nel 1932, discutendo una tesi in archeologia. Alla laurea seguì un periodo di perfezionamento presso la Scuola Archeologica di Atene, allora diretta da Alessandro Della Seta, colui che il Paribeni considererà sempre come proprio maestro. Fu proprio durante questi anni che il Paribeni iniziò la formazione di un archivio di immagini relative a materiali archeologici.
Una successiva e importante permanenza in Grecia fu quella risalente agli anni 1941-1944 quando, richiamato alle armi, prestò servizio presso la legazione d’Italia ad Atene, e poi venne fatto prigioniero per non aver voluto aderire alla Repubblica Sociale. Egli ricordava spesso questo periodo della guerra, dichiarando che non poteva essere stato trattenuto in luogo migliore soprattutto per la vicinanza a siti, monumenti e reperti archeologici.
Ebbero un ruolo particolare anche i periodi trascorsi in Cirenaica: nel 1937 per la sistemazione del museo di Bengasi e per seguire gli scavi di Tolemaide e – venti anni più tardi – quando gli venne affidata la revisione dei materiali scavati dalle missioni archeologiche italiane.
Nell’anno accademico 1964-1965 Enrico Paribeni venne chiamato – anche grazie all’interessamento di Ranuccio Bianchi Bandinelli, suo predecessore nell’incarico – alla cattedra di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana dell’Università di Firenze; da allora egli rimase sempre particolarmente legato all’Ateneo fiorentino, da cui non si allontanò più, anche se ebbe l’opportunità tornare a Roma.
In seguito al pensionamento del 1986 continuò a lavorare alla sistemazione del suo archivio e a frequentare quotidianamente l’Istituto fiorentino, fino al momento della malattia che lo portò alla morte il 4 ottobre 1993 nella sua dimora di San Casciano Val di Pesa (Firenze).
