Paribeni ebbe diverse opportunità per incrementare il proprio archivio, procurandosi fotografie e disegnando egli stesso monumenti e reperti con cui veniva in contatto. La raccolta di immagini, incominciata nel periodo degli studi universitari e della specializzazione in Grecia, si arricchì ulteriormente durante gli incarichi presso le Soprintendenze Archeologiche di Firenze e di Roma e poi, dal 1958, quando iniziò la lunga collaborazione all’Enciclopedia Universale dell’Arte e in particolare all’Enciclopedia dell’Arte Antica Classica e Orientale.
Per il Paribeni l’archivio era uno strumento di lavoro; egli in particolare se ne è servito quando ha redatto le voci dei pittori attici e dei personaggi mitologici per le Enciclopedie, voci affrontate con grande impegno e serietà scientifica, raccogliendo e disegnando per rendere più puntuale, organica e completa la sintesi di ogni pittore. È soprattutto in questo periodo che il Paribeni mantiene costantemente contatti con l’archeologo inglese John Davidson Beazley, come attestano le lettere che si trovano presso il Beazley Archive di Oxford.
Per il Paribeni l’archivio era uno strumento di lavoro; egli in particolare se ne è servito quando ha redatto le voci dei pittori attici e dei personaggi mitologici per le Enciclopedie, voci affrontate con grande impegno e serietà scientifica, raccogliendo e disegnando per rendere più puntuale, organica e completa la sintesi di ogni pittore. È soprattutto in questo periodo che il Paribeni mantiene costantemente contatti con l’archeologo inglese John Davidson Beazley, come attestano le lettere che si trovano presso il Beazley Archive di Oxford.
